3.Primi passi
Iniziamo ora a vedere le basi della programmazione in java. Prima di iniziare voglio ricordare che le prime prove, per comodità e facilità d'uso, le effettueremo su beanshell, quindi i listati in java sono da considerarsi puramente esmplificativi; ne faremo largo uso più avanti. altra piccola considerazione:
BeanShell lanciato in modalità grafica accetta il comando print, mentre nella versione da riga di comando è accettato anche il comando System.out.ptintln. Per lanciare beanshell da riga di comando si può semplicemente digitare bshoppure si può digitare il comando java bsh.Interpreter
Per prima cosa bisogna affrontare il probelma dei tipi di dati che trattiamo; essi sono di due tipi:
- Dati primitivi: sono valori semplici, quali numeri o caratteri e presentano come principale caratteristica la divisione in tipi di dati che definiscono l'insieme di operazioni che si possono effettuare sui dati stessi (ad esempio il "+" ha significati diversi se stiamo trattando numeri o lettere);
- Oggetti: sono rappresentazioni di insieme di dati complessi che rappresentano concetti più specializzati. Ogni oggeto appartiene alla sua classe ovvero il tipo di un oggetto, e ogni classe contiene dei metodi che rappresentano le operazioni che si possono svolgere sugli oggetti appartenenti a quella classe; un metodo può essere visto come un insime di istruzioni con un nome preciso, da poter richiamare ogni volta che se ne ha bisogno.
Esempio:
Vediamo ora l'esempio dell'invocazione dl metodo "system.out.println";
il metodo preso in questione in questo caso è println che fa parte dell'oggetto System.out (che rappresenta un dispositivo di output, di default lo schermo). Si può quindi dire che println è un servizio offerto dall'oggetto System.out. Ricordiamo inoltre che in BeanShell è necessaria soltanto la scritta print per invocare il metodo println.
Beanshellbsh % print ("hello world!!");
hello world!!
Java
public class HelloWorld
{
public static void main(string())
{
System.out.println("Hello World!!");
}
L'oggetto System.out fornisce anche il metodo print; la differenza fra i 2 è che il primo stampa la linea e va a capo il secondo scrive sempre sulla stessa riga.
Un'altro oggetto di suo comune è la stirnga di caratteri che è definito in java dalla classe String. le stringhe sono molto usate nei programmi java e vengono delimitate dai doppi apici. la stringa può anche essere vuota ( Es. System.out.println ()) e così stampa una riga vuota. Una operazione abbastanza banale che si può attuare sulle stringhe è la concatenzione (+) che può avvenire sia tra più stringhe di caratteri sia tra stringhe di caratteri e numeri, grazie alla trasformazione di numeri in una stringa.un veloce esempio può essere la riga:
System.out.println ("io ho"+ 19 + "anni.");
Che stamperà questo:
io ho 19 anni.
Bisogna fare attenzione all'uso dell'operatore +, in quanto esso viene usato anche nelle operazioni di somma aritmetica.
Esempio
System.out.println ("La somma di 22 e 11 da come risultato: " + (22+11));
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System.out.println ("La concatenazione di 22 e 11 da come risultato: " +22+11);
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Sequenza di escape
Nel caso in cui volessimo aggiungere nella nostra stringa un parola delimitata dal simbolo speciale " dobbiamo ricorrere alla cosiddetta sequenza di escape; essa, identifica dal carattere backslash (\), sta a segnalare al compilatore java che il carattere che segue ha un significato particolare, ad esempio:
System.out.println ("I said \"hello\" to you.");
In questo caso la sequenza di escape \" sta a dindicare che il compilatore non deve interpretare gli apici di "hello" come l'inizio e la fine della stringa, infatti l'output sarà:
I said "hello" to you.
Esistono altre sequenze di escape, ben commentate nelle pagine di manuale di java(che consiglio vivamente di leggere), come ad esempio ' che indica l'inserimento del singolo apice, oppure n che indica l'inserimento di una nuova linea.
4.Variabili, costanti e assegnamento.
Per prima cosa dfiniamo una variabile: una variabile è un nome che indica una locazione di memoria usata per contenere un valore. La maggior parte delle informazioni di un programma viene memorizzata tramite l'uso di variabili. Nella fase di dichiarazione di una variabile indichiamo il nome e il tipo di una variabile, ovvero il nome che diamo alla locazione di memoria e il tipo di dato primitivo che essa dovrà contenere. Bisogna ricordarsi che, tranne con particolari metodi, la variabili può contenere solo dati del tipo a cui è stata inizializzata (ovvero non possiamo mettere un dato di tipo virgola mobile in una variabile dichiarata per contenere un intero).
Nel caso in cui abbiamo un valore che rimane costante per tutto il programma usiamo le costanti che sono simili alle varibili, ma non possono essere cambiate durante il corso del programma. Le costanti risultano comode in quanto, in primo luogo assumono nella dichiarazione un nome significativo, che nella lettura di un programma aiuta molto, poi perchè se dobbiamo cambiare il valore è necessario farlo solo dove è stata dichiarata la costante senza cercare il valore in tutto il listato del programma.
Esempi di dichiarazione e assegnamento variabili:
bsh % int altezza;dichiarazione delle variabile altezza di tipo int(intero)
bsh % int altezza=2; dichiarazione e inizializzazione della variabile altezza di tipo int, al valore 2.
L'inizializzazione può avvenire anche separatamente dalla dichiarazione tramite l'operazione di assegnamento:
bsh % altezza = 5;
Esempi di dichiarazione costanti:
bsh % final double LITRI_BOTTIGLIA = 1.5;
dichiarazione della costante LITRI_BOTTIGLIA (si capisce che è una costante grazie al finaldavanti alla varibile) di tipo double inizializzata al valore 1.5.
Tipi di dati primitivi:
Dati numerici interi:
Byte, short, int, long;
Dati numerici con la virgola:
float, double;
Caratteri:
char;
Valori logici (booleani):
boolean.