Un hard disk è formato da una pila di dischi sovrapposti messi in rotazione da un motorino (le velocità più comuni in questo momento sono 7200 e 10000 giri) e delle testine di lettura libere di muoversi su tutta la loro superficie per la lettura dei dati.
Le modalià di accesso ai dischi sono tante ma si può schematizzare il tutto dicendo che per i dischi più datati si accedeva ,(e si accede), ai dati tramite il sistema CHS ,(Cylinder, Head, Sector), tramite cioè un indirizzameno del tipo "cilindro - settore - testina". Attualmente il metodo di accesso al disco più uilizzato è il cosiddetto LBA ,(Linear Block Addressing), dove il disco viene rappresentato da una sequenza lineare di settori da 512 bytes ai quali si accedete "linearmente".
Vediamo ora cosa vuol dire partizionare. Partizionare un disco significa dividere lo spazio che si possiede ,(su di un un hard disk di solito), in più unità che saranno identificate dal sistema come autonome (saranno viste come unità fisiche differenti).
Le partizioni possono essere di due tipi, primarie ed estese e ne possono essere definite al massimo 4, di cui una soltanto può essere estesa. Quest'ultima può essere ulteriormente suddivisa in più unità logiche così da poter raggirare il vincolo delle 4 partizioni per disco. Vi sono poi altri vincoli da rispettare, uno di questi è che non possono essere attive più di una partizione per volta ovvero non più di una partizione primaria visibile ed uilizzabile dal sistema operativo. Per le partizioni estese invece il vincolo consiste nel fatto che devono essere divise in unità logiche per essere utilizzabili; le unità logiche poi possono essere tutte attive
contemporaneamente. Una volta create le partizioni verrà assegnata una lettera per idenificarle ,(C D E ecc..), infine per utilizzarle è necessario formattarle.
Linux per il suo corretto funzionamento ha bisogno fondamentalmente di due partizioni, la parizione "swap" e la partizione "root":
la partizione di "swap" è utilizzata dal sistema operativo come memoria virtuale quando la RAM è utilizzata per intero delle applicazioni. La sua dimensione deve essere non inferiore a 16 Mb ed almeno il doppio della Ram;
la partizione di "root" contiene i file di configurazione di sistema e se non creiamo altre partizioni conterrà anche i file necessari per il boot del sistema e gli applicativi che installeremo. Una partizione "root" richiede un numero variabile di Mb, il tutto dipende dal tipo di installazione effettuata. Il mount point di questa partizione è "/";
Per mantenere però un certo ordine e non concentrare nella partizione di "root" troppi file dai diversi scopi è consuetudine creare ulteriori partizioni, le elencherò qui di seguito con il loro mount point (che rappresenta la directory dove viene montato il volume in questione):
"/usr" è la partizione nella quale vengono installati la maggior parte dei pacchetti applicativi, per questa partizione i limiti di spazio sono rappresentati solo dal supporto;
"/home" è la partizione nella quale si trovano le carelle dedicate ai vari utenti, è molo comoda nel caso si mette su un server con diversi utenti;
"/tmp" è la partizione per i file temporanei, essa richiede dai 10 ai 20 Mb
"/var" è la partizione che contiene i file di log e le code di stampa
"/boot" è la partizione che contiene tutti i file di boot
cè da dire però che molte sono le partizioni adottate dalle diverse distribuzioni, queste sono solo le fondamentali e/o le più comuni. Ogni disribuzione offre uno o più tool grafici ,(vedi Mandrake), o testuali (vedi Debian con il tool parted o Slackware) per creare tali partizioni senza contare che in giro per la rete ci
sono tantissimi altri programmi.